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	<title>manager Archivi - Il Sogno Americano</title>
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	<description>Vivere negli Stati Uniti D&#039;America</description>
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	<title>manager Archivi - Il Sogno Americano</title>
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		<title>Ristorazione negli Stati Uniti? Tutta n&#8217;ata storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 13:16:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco, lei vive da circa venti anni negli Stati Uniti, è partito da Napoli per coronare il suo sogno… nel suo caso si tratta di un sogno tipicamente americano, quello cinematografico. Come mai? Tutto è iniziato nel 2002 quando ho fatto un master di cinema in Italia, e alla fine del percorso formativo sono partito &#8230;</p>
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<p><strong>Francesco, lei vive da circa venti anni negli Stati Uniti, è partito da Napoli per coronare il suo sogno… nel suo caso si tratta di un sogno tipicamente americano, quello cinematografico. Come mai?</strong></p>



<p>Tutto è iniziato nel 2002 quando ho fatto un master di cinema in Italia, e alla fine del percorso formativo sono partito per gli Usa per andare a lavorare Lionsgate Films dove sono stato incaricato dal mio capo di valutare la libreria cinematografica. Dopo questa prima esperienza, molto affascinante, sono stato chiamato da Dino de Laurentiis per lavorare alla Universal.</p>



<p><strong>Diciamo che è riuscito a coronare un sogno che è nel cassetto di tante persone, lavorare negli Usa per fare cinema… e per giunta con un grande produttore cinematografico italiano. Poi come è proseguita la sua carriera?</strong></p>



<p>Dopo l’esperienza con Dino de Laurentiis ho deciso di cambiare settore. Sono stato chiamato dalla Barilla per occuparmi della Academia Barilla, azienda in cui ho lavorato per circa dieci anni occupandomi di importazione di prodotti gastronomici. Quell’esperienza mi ha dato la possibilità di interfacciarmi con i migliori chef stellati tra Los Angeles, San Francisco e Las Vegas e di approfondire il settore enogastronomico. In quel periodo, frequentando ristoranti, alberghi, mi sono appassionato per l’industria dell’hospitality americana.</p>



<p><strong>Ecco, come sono gli Stati Uniti sul fronte dell’ospitalità?</strong></p>



<p>In America c’è una dimensione molto più vasta rispetto all’Italia. Noi siamo abituati ad uscire nei paraggi delle nostre abitazioni e salutare amichevolmente i titolari delle attività che la circondano, mentre negli Usa apparentemente questo manca perché le distanze sono notevoli, le città sono strutturate diversamente dalle nostre, per cui all’inizio può sembrare spiazzante tutto questo, invece, questa esperienza professionale mi ha fatto capire molto riguardo l’ospitalità degli americani e la loro tendenza alla socialità.</p>



<p><strong>Quanto le ha dato l’America sul piano dell’affermazione professionale?</strong></p>



<p>L’America mi ha dato molto. Trasferirsi qui è stata una scelta di vita che ho sentito mia dal primo momento che si è prospettata l’opportunità. Nel 2008, sei anni dopo il mio arrivo, sono riuscito a comprare una casa, alcuni mesi prima del crollo del mercato immobiliare. Sono riuscito a tenerla nonostante a crisi e l’ho ristrutturata piano piano negli anni. Da lì è rinata la mia passione per l’architettura. Da quel momento in poi, tutto è stato più chiaro.</p>



<p><strong>Oggi hai due ristoranti negli Usa, che portano un brand storico, molto conosciuto nel mondo ma soprattutto a Napoli, la storica pizzeria “da Michele”. Come è arrivato a questo?</strong></p>



<p>Prima di dedicarmi alla ristorazione, per un periodo mi sono occupato di ristrutturazioni di case. Ho sempre avuto una grande passione per il design e le costruzioni in generale. Mi piace pensare che le persone possano passare momenti di gioia in posti che ho disegnato io. Alla fine di questa esperienza mi sono trovato davanti a un bivio, o tornavo in Italia per gli affetti, oppure aprivo un ristorante e stavo a contatto con il pubblico. Ho scelto la seconda opzione.</p>



<p><strong>Quali sono le differenze sostanziali tra l’Italia e gli Usa?</strong></p>



<p>L’America è sicuramente più meritocratica dell’Italia, in generale, il mercato del lavoro è più ampio e mobile. Comunque, molto dipende anche da noi stessi. La nostra determinazione, passione, ​impegno e curiosità per andare avanti e realizzare i nostri sogni, sono fattori fondamentali per il nostro cammino. Quest’anno abbiamo aperto il nostro secondo ristornate, con il ​brand “da Michele” nella città di Santa Barbara. E stiamo lavorando all’ apertura del nostro flagship a New York. Una sfida importantissima per la nostra compagnia e per la mia famiglia. Il lavoro e l’impegno sono stati enormi, e siamo fiduciosi e speranzosi in una accoglienza calorosa.</p>



<p><strong>Sulla base della sua vasta esperienza e della carriera fatta negli Usa, quali sono i suoi consigli per chi vuole coronare l’American dream?</strong></p>



<p>Tanta pazienza, sacrificio, determinazione e non abbattersi mai dinanzi alle difficoltà che si ​ presentano. Perché queste non finiscono mai, e crescono soltanto con il crescere degli obiettivi.</p>
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		<title>Miglioramento, determinazione, cuore: l’empowering</title>
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		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 12:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[empowering]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non possiamo parlare di American Dream senza chiedere consiglio a uno degli expat manager italiani di maggior successo, Giuseppe Firenze, Senior Vice President and Information Officer di Eli Lilly and Company, società multinazionale tra le più importanti del settore farmaceutico ($ 28.5 Miliardi di fatturato e capitalizzazione di mercato pari a $ 341 Miliardi). Da &#8230;</p>
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<p>Non possiamo parlare di <em>American Dream</em> senza chiedere consiglio a uno degli <strong>expat manager</strong> italiani di maggior successo, <strong>Giuseppe Firenze</strong>, <em>Senior Vice President and Information Officer</em> di <strong>Eli Lilly and Company, </strong>società multinazionale tra le più importanti del settore farmaceutico ($ 28.5 Miliardi di fatturato e capitalizzazione di mercato pari a $ 341 Miliardi). Da molti anni a <strong>Indianapolis</strong>, dove lavora presso la sede globale della società alla quale è legato dai tempi della sua tesi di laurea in ingegneria meccanica, discussa all’Università di Genova nel ‘93, Giuseppe non solo vive il sogno, ma lo mette anche da tempo a disposizione di tanti giovani neolaureati con programmi aziendali di <em>mentorship</em> e <em>coaching</em>. </p>



<p>Partito da un background universitario tecnico, questo manager italiano ha allargato il suo orizzonte di competenze all’area vendite, al global marketing, all’innovazione strategica e alla creazione/gestione di unità e modelli di sviluppo commerciale. Una storia di <strong>formazione continua</strong> in azienda e di predisposizione all’esplorazione oltre la propria <em>comfort zon</em>e, in linea con la dottrina manageriale americana votata a processi responsabilizzanti di autodeterminazione individuale (<em>empowering</em>), oggi più che mai fondamentali per la gestione di ecosistemi di lavoro complessi e strutturati.</p>



<p><strong>Giuseppe, grazie per esserti messo a disposizione di <em>Reputation Review</em> e dei nostri lettori. Quali caratteristiche dovrebbe possedere oggi un manager globale per accedere al mercato del lavoro o per rafforzare la sua posizione esistente?</strong></p>



<p><em>You are welcome, </em>Nicola, è un piacere condividere con i vostri lettori alcune delle tematiche a me tanto care. Durante gli ultimi anni di maturazione aziendale sono infatti riuscito a cristallizzare una griglia contenutistica che uso spesso per aiutare i giovani e aspiranti leader a entrare in una cultura d’impresa come quella della società per cui lavoro.</p>



<p>Il primo punto è sicuramente capire che il <strong>raggiungimento di risultati concreti </strong>è la condizione minima che ci si aspetta di ottenere, soprattutto negli Stati Uniti dove il pragmatismo regna sovrano. Ogni azienda è basata sulla crescita, non solo economica. Ciò presuppone la fissazione di obiettivi, una costante in tutte le aree di produzione e sviluppo. Ed è inclusa nel discorso anche la sfera personale di ogni individuo.</p>



<p>Il secondo punto è possedere delle <strong>competenze di base, </strong>per alcuni nemmeno poi così scontate. Queste sono anzi fondamentali per una comprensione completa delle dinamiche aziendali anche intese globalmente. Le competenze di base sono quelle che permettono di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Definire compiutamente una visione aziendale o progettuale.&nbsp;</li>



<li>Sviluppare strategie anche e soprattutto di lungo periodo.&nbsp;</li>



<li>Implementare programmi esecutivi &#8211; il diavolo è sempre nei dettagli.</li>



<li>Comunicare con efficacia ad ogni livello di interazione &#8211; sia orizzontale che verticale.</li>
</ul>



<p>L’ultimo punto include 3 componenti che, a mio avviso, definiscono le <strong>Qualità Caratteriali </strong>di ogni individuo e che sono parte integrante dell’essere leader:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>L’Intelligenza Emotiva</strong>, ovvero la capacità di creare relazioni, stabilire e consolidare fiducia reciproca e quindi anche di trasferire competenze e responsabilità. Noi italiani possediamo per natura una grande quantità di intelligenza emotiva e, nel mio caso personale, è stata sicuramente tra le qualità maggiormente apprezzate ed efficace.&nbsp;</li>



<li><strong>La Determinazione</strong>, ovvero la volontà di eccellere e rappresentare un asset vincente per sé stessi e per l’azienda, anche identificando nel tempo priorità e mantenendo un controllo propositivo. Questo permette all’individuo di rispondere a momenti di difficoltà o fallimento che, per inciso, non sono mai da considerarsi eventi negativi ma piuttosto delle opportunità di crescita esponenziale.&nbsp;</li>



<li><strong>Il Miglioramento Continuo</strong> &#8211; e qui entriamo nella dimensione che più mi entusiasma &#8211; forse anche perché è stata la componente principale del mio percorso aziendale e abbraccia tutte le caratteristiche fin qui proposte. Bisogna essere mossi da una curiosità di conoscenza che porti a evolversi mantenendo sempre affidabilità e credibilità.&nbsp; Ciò significa sviluppare un forte spirito di adattamento ai cambiamenti e assicurarsi un posizionamento competitivo e al passo con i tempi. Questa versatilità si raggiunge con l’esercizio e la disciplina ma anche tramite la volontà di mettersi in gioco e non prendersi troppo sul serio, spesso segnale di rigidità.&nbsp;</li>
</ol>



<p>Vorrei concludere dicendo che tutti questi suggerimenti e condizioni hanno un motore propulsivo principale che spesso identifichiamo nel nostro potenziale intellettivo, ma che, a mio avviso, è posizionato al centro della nostra gabbia toracica: il cuore. È incredibile, ma anche in un complesso ambito aziendale la semplicità di un gesto di aiuto rimane qualcosa di profondo che non passa inosservato. La costruzione di noi stessi e di tutto ciò che tocchiamo con il pensiero, con le parole e con i gesti sono infatti un boomerang reputazionale che paga sempre e ci riempie la vita.</p>
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		<title>Assicurazione Sanitaria: Guida essenziale per Expat Manager e Imprenditori Italiani in America</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/07/26/assicurazione-sanitaria-expat-manager-imprenditori-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 10:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide Essenziali]]></category>
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		<category><![CDATA[assistenzasanitaria]]></category>
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<p>Quando si parla di trasferirsi negli Stati Uniti d’America per lavoro, specie per noi italiani, abituati a un <strong>sistema sanitario</strong> nel quale il pubblico garantisce tuttora assistenza universale (anche se non sempre al livello che ci si aspetterebbe), è normale guardare con una certa apprensione alla questione <strong>assicurazioni</strong>. Se a questo si aggiunge la filmografia, con storie strazianti come quella di <em>John Q </em>(regia di Nick Cassavetes, 2002), ecco che un nuovo freno mentale si frappone fra noi e il nostro sogno americano.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La verità è che, se sei un <strong>manager</strong> o un <strong>imprenditore con un’idea innovativa e vincente</strong>, non c’è esperienza più entusiasmante e gratificante al mondo che portare le tue competenze o i tuoi prodotti negli Stati Uniti. Certo, è essenziale prendersi cura della propria salute e benessere. Per garantirti la serenità di cui hai bisogno per lavorare bene e goderti le opportunità a stelle e strisce, diventa allora cruciale investire il tuo tempo e le tue risorse nella <strong>scelta di un&#8217;assicurazione sanitaria adeguata</strong>. Come ti abbiamo deciso di mostrarti in questo articolo, non si tratta di nulla di troppo difficile o cervellotico.</p>



<p>Esploreremo insieme l&#8217;importanza di un&#8217;assicurazione sanitaria per gli expat manager e imprenditori italiani e ti offriremo una prima guida su come orientarti e scegliere la migliore opzione per le tue esigenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l&#8217;assicurazione sanitaria è fondamentale per gli expat manager e imprenditori italiani negli States</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="544" src="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_725692330-1024x544.jpg" alt="Expat manager italiano in america" class="wp-image-1446" srcset="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_725692330-1024x544.jpg 1024w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_725692330-300x159.jpg 300w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_725692330-768x408.jpg 768w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_725692330-1536x816.jpg 1536w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_725692330-2048x1088.jpg 2048w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_725692330-600x319.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Partiamo dal sottolineare l’importanza dell’assicurazione sanitaria per chi lavora negli Stati Uniti d’America e quindi dai bonus, dalle garanzie e dai “privilegi” che assicura ai lavoratori che riescono ad assicurarsene</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Accesso a Cure di Qualità</strong>: In un Paese in cui in ogni città esistono tanti ospedali diversi, per varie fasce di prezzo, l’assicurazione sanitaria garantisce un accesso agevole a cure mediche di alta qualità, senza preoccuparsi dei costi esorbitanti che vengono presentati al paziente al momento del check-out.</li>



<li><strong></strong><strong>Pace Mentale</strong>: Quanto detto al punto precedente, ha una chiara ricaduta psicologica sul tuo lavoro. Sapere di essere coperti in caso di emergenze mediche o problemi di salute vuol dire avere l’opportunità e il privilegio di concentrarsi sul proprio lavoro, sui propri obiettivi di crescita e diventare più produttivi senza essere influenzati da fattori di stress esterni.</li>



<li><strong></strong><strong>Flessibilità</strong>: Come per le assicurazioni e gli accordi di previdenza integrativa in Italia, anche con le assicurazioni americane hai la possibilità di estendere la copertura a figli e consorti. Inoltre la customizzazione è un valore molto percepito negli States, quindi le polizze assicurative per espatriati, specie per lavoratori specializzati, possono essere personalizzate in base ad esigenze specifiche, includendo servizi aggiuntivi come, ad esempio, l&#8217;assistenza linguistica</li>



<li><strong></strong><strong>Conformità Legale</strong>: anche se, con l&#8217;Affordable Care Act (ACA) del 2019, l’obbligo di avere un&#8217;assicurazione sanitaria a livello federale è stato revocato, diversi stati, come il Massachusetts, il New Jersey e il distretto di Columbia (Washington D.C.), hanno mantenuto l&#8217;obbligo di “Health Insurance” a livello statale. In questi stati, i lavoratori autonomi sono tenuti a ottenere una copertura sanitaria o affrontare penalità fiscali locali.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Compagnie Assicurative Americane per Lavoratori Stranieri</h3>



<p>Quando si tratta di scegliere un&#8217;assicurazione sanitaria negli Stati Uniti, le opzioni sono diversissime e non è facilissimo orientarsi. In generale, tutte le principali compagnie assicurative americane offrono servizi dedicati ai lavoratori stranieri. Tra le più note e più scelte possiamo citare <strong>Aetna, UnitedHealthcare, Cigna e Blue Cross Blue Shield</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="711" src="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_2157632133-1024x711.jpg" alt="assistenza sanitaria united healthcare" class="wp-image-1444" srcset="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_2157632133-1024x711.jpg 1024w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_2157632133-300x208.jpg 300w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_2157632133-768x533.jpg 768w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_2157632133-1536x1067.jpg 1536w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_2157632133-2048x1422.jpg 2048w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_2157632133-600x417.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La gamma di opzioni di copertura è molto ampia e comprende polizze specifiche per expat, che possono essere personalizzate per soddisfare le esigenze dei manager e degli imprenditori italiani che decidono di viaggiare verso gli States o stabilirvisi per lavoro. È fortemente consigliato rivolgersi a broker assicurativi per ottenere informazioni dettagliate sulle offerte e valutare quale sia la migliore per te.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come scegliere l&#8217;assicurazione sanitaria giusta negli Stati Uniti</h2>



<p>Se arrivi al fatidico momento della scelta dell’assicurazione sanitaria per la tua permanenza in America, in fondo il processo mentale non è tanto diverso da quello che faresti per qualsiasi altra transazione commerciale. Per questo abbiamo raccolto qui per te 5 consigli per approcciare alla scelta con la giusta mentalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong></strong><strong>Comprendi il Sistema Sanitario Americano</strong>: La decisione è importante per quanto ci siamo detti sino ad ora, quindi è essenziale che tu la prenda in maniera consapevole. Va bene prendersi del tempo per comprendere il funzionamento del sistema sanitario americano e familiarizzare con concetti chiave come premi, deducibili (deductibles), copayments e network di fornitori, che mastichiamo molto meno in Italia.</li>



<li><strong>Considera le Opzioni di Copertura</strong>: Analizza attentamente le diverse opzioni di copertura disponibili, cercando tra tutte le fonti possibili. Prima di arrivare a parlare con un broker, è bene spulciarsi i siti delle compagnie, parlare con i co-workers e con altri italiani che hanno già vissuto un percorso simile al tuo. Bisogna infatti orientarsi tra piani sanitari pubblici come Medicaid e Medicare, e le tantissimi opzioni private, in via autonoma o attraverso il tuo datore di lavoro. Devi arrivare a conoscere i costi, i livelli di copertura e le reti di fornitori&nbsp; (quindi la qualità di ciò che ti viene offerto), per trovare il piano che meglio soddisfa le tue esigenze e quelle della tua famiglia.</li>



<li><strong></strong><strong>Valuta i Piani di Gruppo</strong>: Molto probabilmente il tuo datore di lavoro offre un piano di assicurazione sanitaria per i suoi dipendenti. Devi perciò innanzitutto considerare questa opzione. I piani di gruppo possono infatti offrire tariffe convenienti e, spesso, coprono una parte significativa e soddisfacente delle spese mediche.</li>



<li><strong></strong><strong>Verifica la Copertura Internazionale</strong>: Considerando il tuo status di expat, è facile pensare che tu abbia bisogno di viaggiare verso l’Italia o altri Paesi. Può essere decisamente un plus il fatto che il tuo piano sanitario copra anche le cure mediche internazionali o le situazioni di emergenza all&#8217;estero.</li>



<li><strong></strong><strong>Non sottovalutare le Esigenze mediche della Tua Famiglia</strong>: Se hai familiari con condizioni mediche specifiche (pensa anche all’età, allo storico, ecc.), assicurati che il piano che scegli possa venire incontro e coprire le vostre esigenze e valuta attentamente l&#8217;inclusione dei membri della tua famiglia nel tuo piano sanitario.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Opportunità di Orientamento e Supporto per Manager e Imprenditori Italiani negli Stati Uniti</h3>



<p>Cari manager e imprenditori italiani pronti al grande salto americano, non siete soli. Per aiutarsi a orientarsi, a intercettare opportunità e anche avere consigli utili sulla scelta della copertura sanitaria, ci si può rivolgere innanzitutto alle istituzioni e organizzazioni italiane attive in tal senso.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;<strong>Agenzia ICE </strong>(Istituto nazionale per il Commercio Estero) è il primo punto di riferimento. Con le sue sedi a New York e a Miami può essere una vera e propria “testa di ponte” per imprenditori e manager che sbarcano in America, indirizzandovi verso le persone giuste che possono aiutarvi a trovare accordi convenienti anche in materia di coperture sanitarie.</p>



<p>C’è poi la possibilità di sfruttare l’esperienza e le dritte di chi si occupa da anni di <strong>internazionalizzazione di competenze e aziende italiane</strong> all’estero. Rivolgersi ai consulenti de Il Sogno Americano, magari con un <a href="https://ilsognoamericano.net/per-manager/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>percorso dedicato ai manag</strong></a><a href="https://ilsognoamericano.net/per-manager/"><strong>er</strong></a> o agli<strong> <a href="https://ilsognoamericano.net/per-imprenditori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imprenditori</a></strong>, o anche solo per un <a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>itinerario busin</strong></a><a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/"><strong>ess guidato</strong></a> che ti aiuti nei primi giorni in America, può fare tutta la differenza del mondo e renderti un expat consapevole dal giorno 0.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilsognoamericano.net/2023/07/26/assicurazione-sanitaria-expat-manager-imprenditori-italiani/">Assicurazione Sanitaria: Guida essenziale per Expat Manager e Imprenditori Italiani in America</a> proviene da <a href="https://ilsognoamericano.net">Il Sogno Americano</a>.</p>
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