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	<title>Il Sogno Americano</title>
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		<title>Aprire un ristorante in America: Food Trend USA del 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 15:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide Essenziali]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi aprire un ristorante negli Stati Uniti nel 2024? Per la buona riuscita della tua idea di business il segreto risiede nel conoscere e abbracciare uno dei principali food trend in arrivo. Le future tendenze del mercato americano non sono solo mode passeggere, ma rispecchiano le nuove esigenze locali, tra palati sopraffini e richieste organolettiche &#8230;</p>
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<p>Vuoi aprire un<strong> ristorante </strong>negli<strong> Stati Uniti </strong>nel <strong>2024</strong>? Per la buona riuscita della tua idea di business il segreto risiede nel conoscere e abbracciare uno dei principali <strong>food trend </strong>in arrivo. Le future tendenze del <strong>mercato americano</strong> non sono solo mode passeggere, ma rispecchiano le nuove esigenze locali, tra palati sopraffini e richieste organolettiche in costante evoluzione.</p>



<p>Immagina di offrire piatti coerenti ai desideri del momento e alle aspettative dei clienti: la tua cucina diventerà un’<strong>esperienza unica</strong> al palato; un vero tempio della gastronomia moderna. Insomma, comprendere i trend USA del 2024 è garanzia di un ampio margine di successo nel medio e lungo termine per <a href="https://ilsognoamericano.net/2023/08/15/aprire-ristorante-italiano-successo-stati-uniti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>il tuo ristorante negli USA</strong></a>.</p>



<p>Sei pronto a trasformare il menù in una vera <strong>experience culinaria</strong>? Come osserveremo più avanti, sedersi ed essere serviti a tavola non è solo una questione di cibo, ma di anticipo e soddisfazione del desiderio; l’inizio di un’esperienza di condivisione dove gusto e innovazione si fondono in un&#8217;esperienza gastronomica indimenticabile.</p>



<p>Per orientare al meglio il tuo <strong>sogno americano</strong>, in questo articolo analizzeremo i <strong>principali food trend 2024</strong> e le tendenze emergenti nella scena ristorativa americana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aprire un ristorante negli Stati Uniti: insegui il tuo sogno americano</h2>



<p></p>



<p>Lo abbiamo ripetuto più volte, avviare un’attività ristorativa nel prolifico mercato degli Stati Uniti apporta notevoli vantaggi. Con il nostro <a href="https://ilsognoamericano.net/2023/08/15/aprire-ristorante-italiano-successo-stati-uniti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>servizio di turismo business personalizzato</strong></a> vivrai in prima persona tutte le possibilità degli Stati Uniti e della loro economia, molto più aperta alle sfide dell’innovazione, anche e soprattutto nel campo alimentare.</p>



<p>La Terra delle opportunità è, difatti, nota per essere l’ambiente ideale per la crescita di imprese e start-up del settore food negli USA, fattore in parte dovuto alle abitudini della popolazione locale, la cui età media è significativamente inferiore rispetto alla comunità italiana. Il segreto per <strong>farsi un nome </strong>oltreconfine? I nostri suggerimenti per l&#8217;<strong>American dream</strong> di ogni<strong> ristoratore </strong>non cambiano: il successo organolettico oltreoceano è sempre trainato dalla costruzione di una forte identità.</p>



<p>Una volta costruito un <strong>concept solido e chiaro </strong>si passerà alla promozione dell’attività attraverso sponsor, campagne pubblicitarie e altre operazioni volte alla diffusione del passaparola. Il nostro servizio destinato a imprenditori <strong><a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il mio ristorante negli States</a> </strong>agevola e instrada questo passaggio, avvicinando la tua figura a una <strong>rete di esperti professionisti</strong>, per creare il<strong> networking ideale</strong> per un <strong>posizionamento di successo</strong> agli occhi di nuovi investitori, potenziali fornitori e stakeholder. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segreto per avere successo nel settore food USA</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_1206985765-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1574" srcset="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_1206985765-1-1024x683.jpg 1024w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_1206985765-1-300x200.jpg 300w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_1206985765-1-768x513.jpg 768w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_1206985765-1-1536x1025.jpg 1536w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_1206985765-1-2048x1367.jpg 2048w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/09/shutterstock_1206985765-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Esaudire il proprio sogno americano nel settore food è, dunque, strettamente legato alla capacità di anticipare e cucinare almeno una delle tendenze emergenti previste per l’anno nuovo. Il <strong>2024 </strong>si prospetta come un anno cruciale per l&#8217;evoluzione del gusto e dell’esperienza del cibo come food. Pertanto, comprendere e <strong>servire in tavola</strong> uno dei <strong>principali trend previsti </strong>può davvero <strong>fare la differenza</strong>.</p>



<p>Immagina di mettere in padella uno dei trend del 2024 e curare in ogni minimo dettaglio la tua offerta culinaria, dal menu al piatto: le opportunità di differenziarsi e catturare l&#8217;attenzione di una clientela sempre più esigente si moltiplicano. Di più, servire un&#8217;esperienza organolettica in linea con le tendenze emergenti non solo attira clienti locali, ma aiuta a diffondere il<strong> passaparola positivo</strong>, agevolando il posizionamento del tuo ristorante quale destinazione prediletta ai palati di tutti i<strong> food lover </strong>del mondo.</p>



<p>In breve, apprendere e distinguere l’offerta selezionando uno dei principali trend del 2024 non è solo un’<strong>astuta</strong><strong> mossa di marketing</strong>, ma anche un’attenta strategia per rimanere<strong> rilevanti e competitivi</strong> in un settore così prolifico e in costante evoluzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Food experience: in america e nel mondo il cibo diventa anche food</h2>



<p></p>



<p>Dagli alimenti più tradizionali alle alternative più sostenibili, i consumatori americani sono sempre alla ricerca di <strong>esperienze culinarie all&#8217;avanguardi</strong><strong>a. </strong>Negli Stati Uniti, infatti, il settore della ristorazione non è semplicemente un&#8217;industria, ma un vero tessuto socio-culturale che riflette l&#8217;essenza stessa dell&#8217;<strong>esperienza alimentare </strong>nel campo della ristorazione.</p>



<p>Con la sua diversità etnica e culturale, l’America è patria dell’opportunità, dell’apertura all’innovazione e della ricerca. Anche il settore culinario è senza confini, campo dove il <strong>cibo </strong>si trasforma in un&#8217;autentica <strong>esperienza</strong><strong> d&#8217;arte, </strong><strong>condivisione</strong><strong> e intrattenimento</strong>.</p>



<p>In altre parole, gli Stati Uniti offrono un terreno fertile per l&#8217;imprenditorialità culinaria grazie a una popolazione aperta alla sperimentazione e desiderosa di esplorare nuovi sapori. Questo atteggiamento ha alimentato una <strong>vivace scena gastronomica</strong>, dove<strong> chef, </strong><strong>ristoratori e </strong><strong>imprenditori </strong><strong>di tutto il mondo </strong>possono esprimere la propria creatività attraverso piatti unici e concept ristorativi innovativi.</p>



<p>La cultura del <strong>&#8220;food as an experience&#8221;</strong> è profondamente radicata nella mentalità americana, con i consumatori che non cercano solo un pasto, ma <strong>un&#8217;esperienza memorabile</strong>; che coinvolga tutti i sensi. Ogni <strong>località degli USA</strong> porta con sé tradizioni alimentari uniche e tendenze nuove che puoi scoprire in prima persona attraverso una <a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>visita personalizzata sul territorio</strong></a>. </p>



<p>Nel suo mosaico di influenze culinarie si intrecciano mondi e cucine sorprendenti: dalle bistecche del Midwest ai piatti a base di frutti di mare della costa, ogni zona ha il suo carattere gastronomico distintivo e la <strong>tipica tendenza americana </strong>di considerare il cibo come parte integrante dell&#8217;<strong>esperienza food </strong>ha influenzato in maniera progressiva lo stesso <strong>concetto di &#8220;cibo&#8221; su scala internazionale</strong>.</p>



<p>La <strong>dinamica cibo-esperienza</strong> è evidente anche nella recente evoluzione della ristorazione: non si tratta solo di <strong>soddisfare l&#8217;appetito</strong>, ma di creare un&#8217;esperienza che<strong> catturi lo sguardo e ingolosisca il palato</strong>, coinvolgendo il cliente in una narrazione organolettica senza precedenti. L&#8217;innovazione settoriale, difatti, non si limita solo ai piatti serviti, ma si estende all&#8217;ambiente del ristorante, dalla location all&#8217;arte culinaria fino alla presentazione del cibo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I principali Food Trend 2024 negli USA</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="1844" src="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_2037995198-1024x683.jpg" alt="ristorante usa food trend" class="wp-image-1844" srcset="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_2037995198-1024x683.jpg 1024w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_2037995198-300x200.jpg 300w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_2037995198-768x512.jpg 768w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_2037995198-1536x1024.jpg 1536w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_2037995198-2048x1365.jpg 2048w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_2037995198-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p></p>



<p>A seguire i principali trend per gli <strong>aspiranti ristoratori</strong> nella Land of Opportunities del 2024:</p>



<p>1) <strong>Ristoranti con piatti Plant-Based:</strong> il 2024 registrerà un aumento delle richieste di ricette vegan e di portate a base vegetale. La consapevolezza ambientale spingerà un numero crescente di consumatori americani a preferire piatti vegetali rispetto a prodotti processati e fonti proteiche alternative a quelle derivate da animali.</p>



<p>2) <strong>Nutrizione uguale narrazione: </strong>come menzionato sopra, nel 2024 si assisterà all&#8217;evoluzione totale del concetto di cibo in food. Un ristorante di successo sarà anzitutto un luogo che attira il palato grazie alla forza della sua storia. La narrazione della propria cucina e del proprio team di esperti rappresenterà un grande valore aggiunto al piatto servito in tavola.</p>



<p>3)<strong> Il corpo non mente, le ricette del benessere:</strong> il 2024 sarà l’anno del trionfo dell’unione di mente e corpo. Le nuove prospettive per la scena della ristorazione del 2024 vedranno al centro il benessere dell’individuo sia sul piano fisico sia sul piano psicologico. Pertanto, l’attenzione dei consumatori sarà sempre più incline verso alimenti e ricette salutari e salutiste, in linea con le qualità della vita del singolo e del Pianeta.</p>



<p>4) <strong>Formula zero waste:</strong> in un contesto caratterizzato da risorse limitate, crisi globali e conflitti, concetti come formule zero waste, utilizzo di ingredienti locali e agricoltura sostenibile si stanno diffondendo sempre più anche incucina. La politica di equità e gli sforzi eco-sostenibili da parte di chef e ristoratori saranno l’ingrediente principale del 2024.</p>



<p>5) <strong>Creatività e arte nel piatto: </strong>strettamente legato al concetto di food come esperienza, la creatività rappresenterà l’ingrediente principale delle ricette 2024. Intrattenimento, emozioni e nuove sensazioni domineranno ogni portata per servire un&#8217;esperienza culinaria autenticamente memorabile e condivisibile.</p>



<p>Vuoi esaudire il tuo sogno americano? Scopri qual è il percorso più adatto alla tua situazione: <a href="https://ilsognoamericano.net/servizi/"><strong>chiedi aiuto a un nostro con</strong></a><strong><a href="https://ilsognoamericano.net/servizi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">s</a></strong><a href="https://ilsognoamericano.net/servizi/"><strong>ulente</strong></a> per concretizzare la tua idea di business affiancato da professionisti del territorio locale.</p>
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		<title>Tra progresso e tradizionalismo: gli USA a un bivio</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/12/20/tra-progresso-e-tradizionalismo-gli-usa-a-un-bivio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 11:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il Covid e la guerra in Ucraina, questi due traumi in tre anni, cambieranno il mondo in modi che non possiamo ancora immaginare, toccheranno ogni aspetto della nostra vita: dai prodotti che consumiamo, al modo in cui lavoriamo, dai flussi commerciali globali ai rapporti tra le nazioni. E siamo ancora dentro al vortice di questo &#8230;</p>
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<p></p>



<p>“Il Covid e la guerra in Ucraina, questi due traumi in tre anni, cambieranno il mondo in modi che non possiamo ancora immaginare, toccheranno ogni aspetto della nostra vita: dai prodotti che consumiamo, al modo in cui lavoriamo, dai flussi commerciali globali ai rapporti tra le nazioni. E siamo ancora dentro al vortice di questo cambiamento epocale semplicemente perché le cose non torneranno come prima”. </p>



<p>Non ha nessun dubbio sui tempi che stiamo vivendo Alan Friedman, il giornalista e scrittore americano più popolare in Italia e che al nostro Paese ha dedicato il suo ultimo saggio, “Il prezzo del futuro. Perché l&#8217;Italia rischia di sprecare l&#8217;occasione del secolo” (La Nave di Teseo), in cui racconta i rischi che corriamo, tentati costantemente a lasciare le cose come stanno, se non imbocchiamo la strada giusta della crescita, soprattutto alla luce delle imponenti risorse del PNRR.</p>



<p><strong>Alan, parliamo dell’America: che bilancio fai di questo 2022 che ci siamo lasciati alle spalle?&nbsp;</strong></p>



<p>Il 2022 per gli Stati Uniti è stato un anno di svolta per Joe Biden che nelle elezioni di Midterm ha sconfitto Donald Trump e le forze di estrema destra, anche se centinaia di deputati del nuovo Congresso (che si insedierà a gennaio, ndr) continuano ad appoggiare l’ex presidente. Comunque è diventato chiaro alla maggioranza degli americani e ad una gran parte del Partito Repubblicano che Trump, con diversi rinvii a giudizio, non va bene per l’America. E poi Biden è riuscito anche a portare avanti una serie di iniziative importanti per combattere il problema più grande del pianeta, cioè il cambiamento climatico, facendo approvare un piano da 368 miliardi di dollari da destinare alla ricerca di energia rinnovabile.</p>



<p><strong>E per quanto riguarda l’economia?&nbsp;</strong></p>



<p>Dal punto di vista economico è stato un anno in cui l’inflazione è stata così alta che la Fed (la banca centrale americana, ndr) ha cominciato ad aumentare i tassi di interesse, cosa che potrebbe portare gli Stati Uniti ad una recessione mite. La gran parte degli americani, come pure degli europei, è scoraggiata ma dire che sono pessimisti non è vero, nel senso che recessione vuol dire due trimestri di contrazione del PIL e questo potrebbe accadere all’inizio del 2023, però il livello di disoccupazione in America rimane sotto il 4%, la domanda cresce e c’è tanta liquidità.</p>



<p><strong>E poi c’è la guerra in Ucraina con tutte le sue conseguenze….&nbsp;</strong></p>



<p>Il presidente Biden è riuscito a mettere insieme una coalizione con l’Europa contro l’aggressione di Putin, insomma l’America è tornata parzialmente ad imporsi come nazione leader, ha stanziato decine di miliardi di aiuti per l’Ucraina e questo impegno continuerà.</p>



<p><strong>E sul fronte dei rapporti con la Cina cosa prevedi?&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<p>Il 2023 sarà un anno in cui il rapporto rimarrà più di concorrenza che di collaborazione. La Cina sta diventando la superpotenza economica del XXI secolo, fra dieci anni supererà il PIL degli USA, e quindi le relazioni sono difficili e complicate ma ci sono stati dei segnali positivi dopo l’incontro tra Biden e Xi Jinping al G20 di Bali a novembre scorso. Forse Biden ha capito che le critiche alla Cina non devono essere “gridate”, che non bisogna mandare tecnologia militare a Taiwan mentre c’è un fronte aperto con la Russia. Spesso in politica estera noi americani creiamo le nostre profezie, c’è il rischio che si autoavverino: più Biden attacca la Cina più il problema crescerà, più c’è la diplomazia silenziosa meglio andrà.</p>



<p><strong>Se l’America è autosufficiente dal punto di vista energetico, non è proprio così sotto altri aspetti…&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<p>Gli Stati Uniti hanno speso 50 miliardi di dollari per realizzare impianti di semiconduttori e di chip in modo da affrancarsi dalla dipendenza di Cina e Taiwan (quest’ultima fornisce il 75% di circuiti integrati impiegati nella produzione di smartphone, tablet, elettrodomestici, autovetture, ecc..), incentivando un processo che andrà avanti per 10 anni. Il Covid e la guerra hanno mostrato le debolezze delle catene di fornitura mondiali ed è in corso un parziale processo di “reshoring” per riportare “a casa” certi prodotti e materiali strategici, ritornando così ad essere autonomi. Anche l’Europa dovrebbe farlo: ha annunciato che dal 2035 produrrà solo auto elettriche ma le batterie, le pile al litio che servono dovrà comprarle per il 99% dalla Cina.&nbsp;</p>



<p><strong>Come giudichi i rapporti tra Usa e Italia?</strong></p>



<p>I rapporti tra Roma e Washington rimarranno molto positivi. Cambiano i governi in Italia ma non cambia la storica amicizia, l’alleanza militare, economica commerciale ma soprattutto culturale. L’Italia è uno dei paesi europei più amati dagli americani ed è importante che il nuovo governo Meloni continui ad essere membro fedele e leale della Nato.</p>



<p><strong>Questo numero di Reputation Review è dedicato all’American Dream: esiste ancora il sogno americano?</strong></p>



<p>Il sogno americano è frantumato. L’America è un Paese dove ogni giorno c’è una sparatoria e cresce il numero delle stragi di massa, dove il Partito Democratico è diviso tra la sinistra estrema e i moderati e quello Repubblicano tra trumpisti e moderati, la società è spaccata tra odio e guerra culturale su temi come i rapporti tra bianchi e neri, tra eterosessuali e omossessuali, l’accoglienza ai migranti. C’è una fetta consistente della popolazione bianca, tra 10 e il 20%, impaurita dal fatto che presto la maggioranza degli americani sarà costituita da persone di colore o asiatici. È un dato demografico ma è anche la base del suprematismo bianco che per l’FBI rappresenta la minaccia più grande, quella del terrorismo domestico. L’America sta cercando di ridefinire il suo ruolo nel mondo multipolare e continua ad andare forte sotto il profilo economico ma dal punto di vista della società è un Paese meno civile e in cui il sogno americano sembra non esistere più, dove le aspettative per la prossima generazione non sono quelle di una vita migliore, come accadeva invece nel passato. Insomma, l’America è a un bivio: culturalmente e politicamente c’è una parte che vuol regredire e&nbsp;una parte che vuole andare avanti.</p>
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		<title>Parlare agli italiani degli italiani per capirli al meglio</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/12/20/parlare-agli-italiani-degli-italiani-per-capirli-al-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 11:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Novecento ha lasciato in eredità agli italiani un nuovo senso di appartenenza alla propria comunità d&#8217;origine. È successo così ai tanti italoamericani di prima generazione che, spostandosi Oltreoceano, non hanno mai smesso di ricercare il calore tipico della Penisola, con tutte le sue contraddizioni ed eccellenze che fanno dell&#8217;Italia un brand unico nel mondo. &#8230;</p>
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<p>Il Novecento ha lasciato in eredità agli italiani un nuovo senso di appartenenza alla propria comunità d&#8217;origine. È successo così ai tanti italoamericani di prima generazione che, spostandosi Oltreoceano, non hanno mai smesso di ricercare il calore tipico della Penisola, con tutte le sue contraddizioni ed eccellenze che fanno dell&#8217;Italia un brand unico nel mondo. La ricerca di sé stessi, però, ha bisogno di punti di riferimento nelle varie sfere d&#8217;influenza pubbliche e private, ed è fondamentale avere la possibilità di confrontarsi ogni giorno con un volto amico come quello di <strong>Monica Marangoni</strong>, giornalista <strong>Rai</strong> impegnata dal 2018 nella conduzione de <em>L&#8217;Italia con voi</em>; la trasmissione dedicata agli italiani nel mondo. Abbiamo scelto di raccogliere la sua testimonianza sul rapporto che le comunità di italiani all&#8217;estero hanno costruito con le altre popolazioni in questi secoli di grandi migrazioni, con particolare attenzione alla comunità italoamericana.</p>



<p><strong>Gli italiani all&#8217;estero ti vedono sempre più come un volto in grado di rappresentarli, ma come definisci il tuo rapporto con questa comunità?</strong></p>



<p>Dal 2018 ho avuto la grandissima fortuna di condurre il <em>daily time</em> per gli italiani all&#8217;estero, che va in onda dal lunedì al venerdì, e ciò ha portato a un rapporto intimo con tutti i telespettatori, che sono in oltre 20 milioni di case e che seguono <strong>Rai Italia</strong> e il mio programma perché hanno bisogno di mantenere un contatto con il loro Paese, con la loro cultura e con quello che succede in Italia al di là delle notizie del telegiornale. Il legame si è consolidato e il pubblico degli italiani all&#8217;estero è molto affettuoso e si fidelizza: mi scrivono tantissime persone per chiedermi dei consigli o se posso promuovere qualche iniziativa. Insomma, ho avuto una fortuna immensa a raccogliere questo tipo di pubblico che adesso è diventato una grande famiglia di cui mi sento parte e in cui ricopro il ruolo fondamentale di promotrice della nostra cultura a trecentosessanta gradi.</p>



<p><strong>La comunità italoamericana è da sempre bersaglio di stereotipi tendenzialmente negativi, eppure il rapporto di Iarl realizzato insieme a Zwan vede un aumento del capitale reputazionale degli italoamericani. Che ne pensi?</strong></p>



<p>È vero, e aggiungerei non solo della reputazione degli italiani all&#8217;estero, ma anche degli italiani che vivono in Italia. Ci tengo sempre a dire che non c&#8217;è un popolo italiano di serie A e di serie B, perché fino a qualche tempo fa purtroppo i nostri connazionali che vivono fuori dai confini si sentivano di serie B, venivano poco inseriti e considerati anche da noi italiani. Oggi, per fortuna, non è più così. Sicuramente, si segue ancora l&#8217;ideale di trovare una <em>terra promessa</em>, delle opportunità che soprattutto per i giovani in Italia sono poche e poco soddisfacenti per il percorso professionale, di studio e formazione che si intraprende. Sempre di più i ragazzi cercano almeno un&#8217;esperienza fuori, anche perché rimanere all&#8217;interno dei confini nazionali li rende meno competitivi, anche solamente per quanto riguarda la lingua. Magari, perché no, poi tornare a casa e riportare quell&#8217;esperienza da noi in Italia per far sì che il nostro Paese ritorni a rappresentare la <em>terra promessa</em> di altri, noi dobbiamo tornare a sentirci orgogliosi di essere italiani, dentro o fuori i confini nazionali.</p>



<p><strong>Quindi riconosci una crescita reputazionale non solamente della comunità italoamericana, ma della comunità italiana nel mondo. </strong></p>



<p>È soprattutto questo il punto. Il flusso oggi non deve essere unilaterale ma bilaterale: un vero e proprio scambio possibile anche grazie alle nuove tecnologie. In un mondo globalizzato dove ormai siamo tutti interconnessi, possiamo avere l&#8217;opportunità di scambiarci informazioni ed esperienze per migliorarci. Non deve esserci competizione “fuori e dentro” e mi auguro che questa comunità di italiani che vuole cercare nuove opportunità all’estero, possa comunque mantenere non solo un legame con l&#8217;Italia, ma rinforzare la nostra reputazione altrove.</p>



<p><strong>Prima che si realizzi questa sorta di “Italian dream”, però, bisogna vedere se esiste ancora un “American dream”. Che aria tira adesso a proposito di “sogni”?</strong></p>



<p>Io ho potuto toccare con mano anche personalmente con grande gioia il sogno, perché l&#8217;America effettivamente è un Paese in cui se vali vai avanti; c&#8217;è meritocrazia. Esiste un merito, mentre in Italia si fa molta fatica. Purtroppo lo sappiamo, soprattutto in certi ambienti: non sempre la bravura basta, anzi, a volte la bravura “fa paura”, tendono non tanto a scartarti quanto a insabbiarti. Negli Usa ho avuto delle opportunità che in Italia mai nessuno mi ha dato. Capisco che esista ancora questa voglia di ricercare il sogno negli States, perché lì è più semplice: si può.</p>



<p><strong>In USA la reputazione ha lo stesso peso che ha da noi? </strong></p>



<p>L&#8217;America è una società dell&#8217;apparenza ancor più dell&#8217;Italia e del resto del mondo, che adesso è tutto assuefatto dai social e dall&#8217;immagine. Nella società dell&#8217;apparenza la reputazione è tutto, e si rischia molto quando qualcosa viene diffuso dai media ma veicolato in maniera sbagliata, e questo forse è il lato più negativo che io ho sempre visto.</p>



<p><strong>E cos&#8217;è per te la reputazione?</strong></p>



<p>Se per reputazione si intende la verità di una persona, trovo che sia fondamentale nel lavoro come nella vita privata. Purtroppo, spesso non è così perché la reputazione viene rovinata anche da fake news ed episodi che dovrebbero rimanere privati e che, invece, poi vengono dati alla mercé di tutti con gravissime conseguenze. Solo noi possiamo sapere ciò che siamo e quanto valiamo, quindi mai lasciarsi definire dal giudizio altrui se questo è “la reputazione”. Se la reputazione effettivamente vuole definire l&#8217;essenza, l&#8217;anima di una persona, allora ritengo sia fondamentale. </p>



<p><strong>Cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere una carriera in USA?</strong></p>



<p>Secondo me basta tanta voglia di farcela, determinazione e spirito di sacrificio. Se hai queste tre caratteristiche, in America ce la puoi fare.</p>
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		<title>Diventare imprenditori negli USA: le città migliori per le start-up italiane</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/12/13/diventare-imprenditori-usa-citta-migliori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 15:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide Essenziali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti, il sogno americano è una realtà tangibile per gli imprenditori ambiziosi di tutto il mondo. Con la sua cultura imprenditoriale intraprendente e vasta gamma di opportunità per ogni settore dell&#8217;economia, l&#8217;America si afferma ancora una volta come il paese ideale per chi desidera lanciare la propria start-up. In questo articolo esploreremo le &#8230;</p>
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<p></p>



<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong>, il <strong>sogno americano</strong> è una realtà tangibile per gli<strong> imprenditori</strong> ambiziosi di tutto il mondo. Con la sua <strong>cultura imprenditoriale</strong> intraprendente e vasta gamma di opportunità per ogni settore dell&#8217;economia, l&#8217;America si afferma ancora una volta come il paese ideale per chi desidera lanciare la propria<strong> start-up</strong>.</p>



<p>In questo articolo esploreremo<strong> le cinque città più promettenti</strong> per il lancio di imprese e progetti di <strong>startupper italiani</strong>, gettando uno sguardo sulle caratteristiche distintive di ciascuna di esse. Da <strong>New York City</strong> a <strong>Boston</strong>, offriremo consigli pratici su come realizzare con successo il proprio business oltreoceano.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Aumentano gli investimenti nelle start-up in America</h2>



<p></p>



<p>Gli USA, secolare patria dell’<strong>American Dream</strong>. La Terra delle grandi opportunità è ancora oggi la destinazione preferita di numerosi startupper di ogni parte del mondo. Il <strong>mercato start-up</strong> americano è a livelli mai visti ed è in costante crescita, specialmente nel settore high tech. Le stime ufficiali contano circa 330 miliardi di dollari investiti in start-up tecnologiche: la cifra è considerevole ed è letteralmente raddoppiata se si guarda ai dati relativi all’anno precedente.</p>



<p>Anche le start-up italiane corrono verso l’America, spinti dal desiderio di poter consacrare il proprio sogno imprenditoriale oltreoceano. In Italia, infatti, il valore medio di una start-up è di circa 2,5 milioni di euro nel pre-seed e 4,5 milioni nel seed. D’altronde, come abbiamo già evidenziato più vole, avviare i propri affari negli Stati Uniti apporta notevoli vantaggi ad aziende, imprese e organizzazioni di ogni settore.</p>



<p> Tra i più importanti si ricordano: </p>



<p>• Diversità e vasto mercato </p>



<p>•  Cultura imprenditoriale</p>



<p>• Incentivi e accesso a capitali</p>



<p>• Flessibilità legale e fiscale</p>



<p>• Apertura all’innovazione</p>



<p>• Ricerca e sviluppo</p>



<p>Insomma, <strong>diventare imprenditori negli Stati Uniti</strong> può rivelarsi un&#8217;opportunità entusiasmante, ma richiede sempre una<strong> pianificazione accurata</strong> e una<strong> profonda consapevolezza dei rischi e delle possibilità </strong>che ogni singola città può offrire.</p>



<p>Ogni località americana ha una propria<strong> cultura imprenditoriale, regolamentazioni e peculiarità </strong>che possono incidere considerevolmente sul <strong>successo di una start-up</strong>. Pertanto, se stai valutando l&#8217;opzione di intraprendere questa straordinaria avventura oltre confine, <strong><a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prenota un tour business</a></strong> guidato per vivere direttamente sul posto l’atmosfera imprenditoriale delle diverse città e scoprire, interagendo con i professionisti locali, la città più adatta alla tua esperienza.</p>



<p>Solo <strong>visitando in prima persona</strong> la città prescelta potrai comprendere meglio le opportunità per il tuo progetto, allineando l’idea alle esigenze del mercato locale e garantendo, dunque, la sostenibilità del tuo business oltre confine.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le migliori città USA per gli startupper italiani</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="578" src="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_1011270001-1-1024x578.jpg" alt="città usa start-up" class="wp-image-1832" srcset="https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_1011270001-1-1024x578.jpg 1024w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_1011270001-1-300x169.jpg 300w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_1011270001-1-768x433.jpg 768w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_1011270001-1-1536x867.jpg 1536w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_1011270001-1-2048x1156.jpg 2048w, https://ilsognoamericano.net/wp-content/uploads/2023/12/shutterstock_1011270001-1-600x339.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Come trovare <strong>la città ideale</strong> per <strong>fare affari negli Stati Uniti</strong>? La scelta della località migliore per la propria idea di business negli Stati Uniti non è affatto facile: è un processo complesso, che dipende da una serie di fattori chiave da tenere a mente per pianificare un lancio perfetto ed esente da rischi.</p>



<p>Anzitutto è bene chiarire in quale settore si intende operare; in secondo luogo è consigliato approfondire <strong>punti di forza e debolezza</strong> del progetto e, ovviamente, dare ampio spazio a preferenze e gusti personali. Sappiamo bene quanto sia difficile <strong>la salita dell’American Dream</strong> e proprio per questo abbiamo deciso di venire incontro al tuo sogno con un <strong><a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servizio di consulenza personalizzato</a></strong>, per agevolare il tuo percorso nello straordinario panorama imprenditoriale statunitense.</p>



<p>Gli Stati Uniti pullulano di centri e metropoli promettenti per giovani startupper: ognuna di queste offre un mix unico di opportunità, risorse e supporto per ogni tipologia di start-up. La scelta della sede dipende dal settore dell’attività, dalle esigenze del mercato locale e, soprattutto, dalla cultura imprenditoriale.</p>



<p>In questa vasta nazione, vi sono città considerate migliori per il lancio di progetti innovativi e all’avanguardia, località che spiccano ancora oggi come veri punti di riferimento per il lancio di nuove start-up ambiziose, alla ricerca di un posizionamento nell’economia statunitense.  Tra le più rinomate per le <strong>grandi opportunità </strong>che offrono alle <strong>start-up italiane</strong> e non solo nell&#8217;ambito dell&#8217;innovazione e dell&#8217;investimento spiccano: </p>



<p>• <strong>New York City</strong>: melting pot culturale e città cosmopolita, la Grande Mela rappresenta il nucleo degli affari globali ed offre grandi opportunità di business per un’ampia gamma di settori. La sua dinamicità economica visibile in un vasto mercato diversificato e un mondo di affari stimolante, NYC è il luogo ideale per chi cerca di fare il proprio ingresso nel panorama imprenditoriale americano.</p>



<p>• <strong>San Francisco</strong>: in qualità di capitale mondiale dell&#8217;innovazione tecnologica, San Francisco rappresenta il luogo ideale per gli imprenditori specializzati nel digitale e nell’high tech. La città rappresenta un ecosistema stimolante per lo sviluppo di start-up grazie all’atmosfera imprenditoriale di alto impatto e conta un&#8217;elevata densità di aziende di successo e di interesse per investitori e menti creative di ogni parte del mondo.</p>



<p>• <strong>Boston</strong>: rinomata per la sua eccellenza accademica e la presenza di prestigiose istituzioni di ricerca, Boston rappresenta un’altra località promettente per le start-up più innovative. Il connubio industria e istruzione superiore rende questa città attraente sia per gli studenti e aspiranti ricercatori sia per le imprese emergenti, in particolare nei settori della salute, della biotecnologia e della tecnologia.</p>



<p>• <strong>Atlanta</strong>: anche Atlanta è una città molto rinomata per le opportunità che offre alle start-up tecnologiche. Energica e in continua crescita, Atlanta offre opportunità imprenditoriali uniche alle imprese più innovative. Il numero elevato di società di capitali di rischio e investitori la rendono dinamica e ideale per iniziare affari negli USA.</p>



<p>•<strong> Austin</strong>: tra le migliori città per le start-up c’è anche Austin. Conosciuta per la sua atmosfera creativa e il suo spirito innovativo, Austin è diventata una delle destinazioni più ambite per gli imprenditori. Inoltre, la città è rinomata per offrire un ambiente stimolante per le start-up tecnologiche e creative grazie al suo SXSW, festival che attira professionisti da tutto il mondo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quali sono le caratteristiche di una start-up di successo?</h2>



<p></p>



<p>Non basta saper scegliere la città, per garantire quanto possibile<strong> il successo di una start-up</strong> è necessario investire nella sua <strong>sostenibilità</strong>, qualità influenzata da una serie di fattori: <strong><a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contattaci per ricevere informazioni</a></strong> più accurate sulla tua specifica situazione in base ai tuoi obiettivi e alla tua idea di business.</p>



<p>In generale, non esiste una formula unica per garantire la buona riuscita di un progetto all’interno del mercato statunitense. Tuttavia, molte start-up di successo condividono alcune caratteristiche chiave che contribuiscono alla loro crescita e stabilità nel lungo termine. Evidenziamo le più comuni:</p>



<p>• <strong>Innovazione e Unicità: </strong>l&#8217;originalità e l&#8217;esclusività sono elementi distintivi che catturano l&#8217;attenzione degli utenti e dei potenziali investitori.</p>



<p>• <strong>Il cliente al centro:</strong> le start-up di successo mettono al centro delle loro attività le esigenze e le aspettative dei clienti. La capacità di comprendere e rispondere efficacemente alle necessità del mercato è alla base della fidelizzazione.</p>



<p>• <strong>Team qualificato e motivato: </strong>un gruppo di lavoro composto da talenti e persone appassionate, altamente qualificate e competenti rappresenta un elemento chiave per il successo di una start-up.</p>



<p>• <strong>Flessibilità e adattabilità:</strong> le start-up di successo sono quegli ambienti in grado di adattarsi in maniera rapida ai cambiamenti del mercato, rispondendo in maniera pronta e coerente alle nuove esigenze. </p>



<p>• <strong>Visione e obiettivi chiari:</strong> avviare una start-up senza un piano e un obiettivo chiaro è un controproducente. Mantenere il focus e adeguare la strategia al traguardo è l’unico modo per garantire la sostenibilità nel lungo termine.</p>



<p>• <strong>Formazione continua:</strong> l’apprendimento continuo rappresenta la migliore strategia per aumentare la flessibilità di risposta all’evoluzione del mercato e capitalizzare tutte le sue opportunità.</p>



<p>• <strong>Gestione accurata delle risorse: </strong>la gestione delle risorse finanziarie, umane e temporali è essenziale per massimizzare i risultati.</p>



<p>• <strong>Adeguata strategia di marketing:</strong> strategie di marketing sono indispensabili per riuscire a costruire nel tempo un’identità di marca forte, credibile e autorevole.</p>



<p>• <strong>Connettività e networking:</strong> ampliare la propria rete di conoscenze e dedicare giornate al networking e alle collaborazioni agevola l’ascesa della leadership, incentivando la diffusione del passaparola.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Inizia ora il tuo sogno americano</strong></h2>



<p></p>



<p>Intraprendere il viaggio verso il sogno americano è un passo coraggioso e affascinante:<strong> inizia ora questa avventura imprenditoriale</strong> con il nostro <a href="https://ilsognoamericano.net/turismo-business/"><strong>turismo business personalizzato</strong>: </a>un’occasione unica non solo per trovare la città più adatta alle tue ambizioni imprenditoriali, ma anche per ampliare i tuoi orizzonti grazie ad attività di networking con esperti e professionisti locali.</p>
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		<title>L’arte di Giogio Pozzi: “Il bello salverà il mondo”</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/12/13/larte-di-giogio-pozzi-il-bello-salvera-il-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 12:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
		<category><![CDATA[americandream]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>InsiderZ&#160;esplora il&#160;linguaggio universale dell’arte&#160;attraverso la voce di&#160;Giorgio Pozzi,&#160;CEO&#160;di&#160;Officina della Scala (ODS), organizzazione guidata da un gruppo di professionisti nel settore dell’architettura, dell’ingegneria e del design. Composto da artigiani e imprese di eccellenza, il network è all’opera da oltre 40 anni per promuovere la&#160;qualità espressiva, concettuale e materica, del Made in Italy nel mondo dell’arte. Siamo &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>InsiderZ&nbsp;</strong>esplora il<strong>&nbsp;linguaggio universale dell’arte&nbsp;</strong>attraverso la voce di&nbsp;<strong>Giorgio Pozzi</strong>,<strong>&nbsp;CEO&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Officina della Scala (ODS)</strong>, organizzazione guidata da un gruppo di professionisti nel settore dell’architettura, dell’ingegneria e del design. Composto da artigiani e imprese di eccellenza, il network è all’opera da oltre 40 anni per promuovere la&nbsp;<strong>qualità espressiva</strong>, concettuale e materica, del Made in Italy nel mondo dell’arte. Siamo nell’<strong>Istituto Italiano di Cultura</strong>&nbsp;di<strong>&nbsp;New York,&nbsp;</strong>luogo che ha ospitato “<strong>Golden Age”</strong>&nbsp;in occasione dell’<strong>Art Week NY</strong>. L’esposizione firmata Officina della Scala ha esibito oggetti di interior design, opere d’arte e pezzi di collezione, alcuni dal valore di oltre centinaia di migliaia di euro. Nella<strong>&nbsp;bellezza plastica</strong>&nbsp;di ogni complemento d’arredo by ODS riecheggia l’intero credo di Officina della Scala: incentivare a livello internazionare la&nbsp;<strong>migliore italianità&nbsp;</strong>dell’innovazione artistica.</p>



<p><strong>Come si è costruita una cosa del genere, quando un tuo pezzo arriva a costare centinaia di migliaia di euro e si rivolge a un target esigente?</strong><br><br>A<em>bbiamo sempre cercato di essere quello che siamo. Abbiamo sempre cercato di essere autentici e abbiamo sempre cercato di trovare cose che nella loro leggerezza esprimessero un’arte, un Made in Italy con una cultura profonda del nostro artigianato, del nostro saper fare, del nostro lavorare tutte le materie</em>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Qui gli italiani sono arrivati bistrattati, trattati male; anche, per certi versi, ripudiati. Si nascondeva essere italiani. Oggi, invece, c’è un grandissimo ritorno. Aumentano le richieste di passaporto italiano, di cercare le proprie origini italiane e aumenta anche la richiesta di Made in Italy: cos’è per te il Made in Italy</strong>?</p>



<p><em>Il Made in Italy è per me semplicemente un’espressione del saper fare qualcosa di bene e di bello ai massimi livelli. Io credo che il bello possa salvare il mondo.&nbsp;</em></p>



<p><strong>Il concetto del bello è interessantissimo anche perché dietro le opere di Officine della Scala ci sono anche artisti, magari disegni perduti e il coinvolgimento di grandi artigiani…</strong></p>



<p><em>Guarda, il mondo dell’arte è un mondo articolato e come tutti i mondi articolati è da una parte complicato e da una parte semplicissimo: è fatto di rapporti umani; è fatto di sentimento; è fatto di passioni; è fatto di saper dialogare con la stessa lingua, che non è né l’inglese, né l’italiano, né il giapponese, né il cinese. È una lingua dell’arte; una lingua del mondo: è una lingua diciamo del saper fare cose diverse.&nbsp;</em></p>



<p><strong>Cosa ti aspetti dal tuo sogno americano in questo momento della tua vita?</strong></p>



<p><em>Io mi aspetto che dei giovani si avvicinino sempre di più al bello, al mondo dell’arte; che trascurino i percorsi più facili per arricchirsi e vedano, invece, dei percorsi dati nel tempo. Nei percorsi che arricchiscano di più la mente; che arricchiscano di più il cuore; che arricchiscano di più la passione: perché questo è importante per il futuro del mondo.&nbsp;</em></p>



<p>Guarda l’intervista completa nella&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=NZ9whlG0QX0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><mark>puntata di InsiderZ</mark></strong></a>&nbsp;per esplorare le principali sfide e difficoltà del&nbsp;<strong>sogno americano&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Giorgio Pozzi&nbsp;</strong>oltre ai suoi&nbsp;<strong>preziosi consigli</strong>&nbsp;per realizzare l’American Dream.</p>



<p>L’intervista di Giorgio Pozzi è una&nbsp;<strong>testimonianza straordinaria</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>possibilità del sogno americano</strong>&nbsp;nel cuore degli USA. Costanza, determinazione e passione<strong>&nbsp;</strong>unite al lavoro costante sono la chiave per il&nbsp;<strong>successo&nbsp;</strong>negli Stati Uniti. Tra opportunità e competizione, la storia di Pozzi ha dimostrato che la&nbsp;<strong>perseveranza</strong>&nbsp;unita alla&nbsp;<strong>visione trasparente</strong>&nbsp;possono concretizzare qualsiasi aspirazione, ostacolo dopo ostacolo. Con la sua “Golden Age”, la firma di Giorgio Pozzi e di ODS nell’Istituto Italiano di Cultura a New York dimostrano che l’America offre il palcoscenico ideale per chi ha le idee chiare e ha il coraggio di perseguirle con grande impegno, perché dietro ogni successo si cela sempre uno sforzo appassionato e, soprattutto, un grande sacrificio.</p>



<p>Vuoi restare aggiornato sulle<strong>&nbsp;novità InsiderZ</strong>?&nbsp;<strong>Iscriviti alla</strong><mark>&nbsp;</mark><a href="https://davideippolito.substack.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark><strong>newsletter</strong>&nbsp;“<strong>Il Sogno Americano</strong>“</mark></a>&nbsp;di&nbsp;<strong>Davide Ippolito&nbsp;</strong>per proseguire la scoperta dell’American Dream attraverso interviste, approfondimenti e storie di chi è riuscito a realizzare il proprio sogno oltreoceano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilsognoamericano.net/2023/12/13/larte-di-giogio-pozzi-il-bello-salvera-il-mondo/">L’arte di Giogio Pozzi: “Il bello salverà il mondo”</a> proviene da <a href="https://ilsognoamericano.net">Il Sogno Americano</a>.</p>
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		<title>Antonio Minervini: “Anche gli artisti hanno un sogno americano”</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/12/13/antonio-minervini-anche-gli-artisti-hanno-un-sogno-americano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 12:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[americandream]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono atterrato qui a New York per la prima volta come tutti, in modo turistico nel 2010. Me ne sono innamorato e ho iniziato a fare la spola; avanti e indietro, fino a che, nel&#160;2016, ho deciso che quello doveva essere&#160;il mio ultimo volo&#160;per arrivare a&#160;New York&#160;e far sì che il mio sogno nel cassetto &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://ilsognoamericano.net/2023/12/13/antonio-minervini-anche-gli-artisti-hanno-un-sogno-americano/"> <span class="screen-reader-text">Antonio Minervini: “Anche gli artisti hanno un sogno americano”</span> Leggi tutto »</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>“<em>Sono atterrato qui a New York per la prima volta come tutti, in modo turistico nel 2010. Me ne sono innamorato e ho iniziato a fare la spola; avanti e indietro, fino a che, nel&nbsp;</em><em><strong>2016</strong></em><em>, ho deciso che quello doveva essere&nbsp;</em><em><strong>il mio ultimo volo&nbsp;</strong></em><em>per arrivare a&nbsp;</em><em><strong>New York&nbsp;</strong></em><em>e far sì che il mio sogno nel cassetto diventasse fatidico</em><em><strong>&nbsp;sogno americano</strong></em><em>&nbsp;e si trasformasse in realtà.”</em></p>



<p>La città dei rooftop custodisce anche l’<strong>American Dream&nbsp;</strong>di<strong>&nbsp;Antonio Minervini</strong>, in arte&nbsp;<strong>Tony TooSlick</strong>, il visionario dietro l’omonima organizzazione specializzata nel&nbsp;<strong>management artistico</strong>, nata con lo scopo di portare<strong>&nbsp;talenti</strong>&nbsp;<strong>italiani</strong>&nbsp;sullo sconfinato palcoscenico americano. Siamo tra i grattacieli di&nbsp;<strong>Manhattan</strong>, di fronte alla&nbsp;<strong>Carnegie Hall</strong>, luogo di spicco nella scena newyorkese. Alle porte del teatro più importante d’America, Antonio Minervini rivela la sua ultima grande impresa: portare&nbsp;<strong>il primo spettacolo italiano&nbsp;</strong>tra prestigio e scetticismo di Carnegie Hall, nella 7th Avenue.</p>



<p>Tony Minervini annuncia l’evento su&nbsp;<strong>InsiderZ</strong>&nbsp;nel quadro del suo più ambizioso&nbsp;<strong>ponte New York-Italia</strong>, progetto che mira a puntare i riflettori dell’American Dream anche nel settore dell’arte e dello spettacolo: “<em>Ho sempre lavorato in Italia nel mondo artistico, quindi sono sempre stato in quel mondo. Creare eventi ed&nbsp;<strong>essere parte del management artistico</strong>&nbsp;facendo quei tour è stato un&nbsp;<strong>grandissimo insegnamento e allenamento</strong>. Da lì ho deciso che era giunto il momento di creare il&nbsp;<strong>bridge tra Italia e New York&nbsp;</strong>per rispondere alle richieste di tutti quegli artisti che tanto amavano il fatto che io fossi qua e mi contattavano per poter realizzare i propri sogni in questa città.</em></p>



<p>Guarda l’<a href="https://www.youtube.com/watch?v=MALr0KBKeOM" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u><strong>intera puntata di InsiderZ</strong></u></a>&nbsp;per scoprire&nbsp;<strong>la storia di Tony Minervini</strong>, la sua passione per il mondo dell’arte e la sua determinazione nel perseguire il sogno americano dei&nbsp;<strong>talenti artistici italiani</strong>.</p>



<p>L’ultima sfida alla Carnegie Hall è stata per Tony TooSlick la nuova conferma della necessità di un&nbsp;<strong>collegamento sicuro tra Italia e New Yor</strong>k. Nella terra delle opportunità, l’edificazione di un&nbsp;<strong>ponte culturale&nbsp;</strong>per la&nbsp;<strong>consacrazione dell’arte italiana oltreoceano</strong>&nbsp;è un’opera indispensabile per connettere i sogni degli italiani alle opportunità degli States. Affinché l’ambizione si realizzi, è tuttavia necessario<strong>&nbsp;saper comunicare il sogno americano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>integrarlo alla</strong>&nbsp;<strong>mentalità americana</strong>: “<em>Stiamo parlando di due mentalità differenti. Non c’è assolutamente nulla da poter comparare tra Italia ed America. Quando venite qua dovete fare un reset alla vostra mente ed essere parte integrante dei newyorkesi. Più vi sentite parte integrante dei newyorkesi e più potrete arrivare a quel fatidico sogno americano.</em>”</p>



<p>New York rappresenta ancora oggi la comunità italiana più ricca degli Stati Uniti; metropoli dove il&nbsp;<strong>Made in Italy</strong>&nbsp;esiste in ogni ambito ed è presente anche a livello linguistico. Nella Grande Mela si contano almeno 200.000 italiani di lingua italiana; tra loro, molti sono atterrati a NY spinti dall’American Dream, ma il sogno americano non è il solo sogno degli imprenditori.</p>



<p><em><strong>“Tutti gli imprenditori hanno un sogno americano, ma anche gli artisti</strong>.</em>” – ha evidenziato Antonio Minervini mentre ricorda a InsiderZ la data del suo nuovo<strong>&nbsp;italian comedy show</strong>. L’evento comico italiano di livello internazionale avrà luogo nella maestosa sala della Carnegie Hall il&nbsp;<strong>9 ottobre</strong>, in pieno&nbsp;<strong>Columbus Day</strong>, e ospiterà star del calibro di&nbsp;<strong>Biagio Izzo, Paolo Ruffini, Max Angioni, Katia Follesa&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Angelo Pisani.</strong><br><br>Per chi segue InsiderZ è previsto uno&nbsp;<strong>sconto del</strong>&nbsp;<strong>20%</strong>&nbsp;sul biglietto riscattabile sul sito&nbsp;<a href="https://www.madosofunny.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u><strong>madosofunny.com</strong></u></a>&nbsp;con il&nbsp;<strong>codice sconto MSF43251</strong>.</p>



<p>Vuoi restare aggiornato su tutte le<strong>&nbsp;novità InsiderZ</strong>?&nbsp;<strong>Iscriviti alla</strong>&nbsp;<a href="https://davideippolito.substack.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark><strong>newsletter</strong>&nbsp;“<strong>Il Sogno Americano</strong>“</mark></a>&nbsp;di&nbsp;<strong>Davide Ippolito&nbsp;</strong>per continuare a inseguire l’American Dream tra interviste, approfondimenti e consigli per artisti, manager e imprenditori negli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilsognoamericano.net/2023/12/13/antonio-minervini-anche-gli-artisti-hanno-un-sogno-americano/">Antonio Minervini: “Anche gli artisti hanno un sogno americano”</a> proviene da <a href="https://ilsognoamericano.net">Il Sogno Americano</a>.</p>
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		<title>Esportare un business oltreoceano? Ce lo spiega Home Italia</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/12/12/esportare-un-business-oltreoceano-ce-lo-spiega-home-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 13:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
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<p><strong>Home Italia </strong>è ormai sinonimo di <strong>Made in Italy</strong> per quel che riguarda il mercato estero: una realtà innovativa, nata dalla mente di <strong>Luca Valle</strong>, in grado di esaltare l’eccellenza dell’arredamento italiano nel mondo, riunendo architetti ed aziende italiane in una sorta di <strong>unico club esclusivo</strong>. Home Italia è infatti un <strong>general contractor</strong> del design italiano, e importante mediatore tra clienti e progettisti, che concentra i propri sforzi soprattutto all’estero. Per questa sua capacità di esportare e celebrare il Made in Italy, <strong>Luca Valle è stato premiato come migliore imprenditore italiano</strong> per due anni di fila e oggi è qui con noi per parlarci dell’importanza di affacciarsi su mercati esteri, dove l’artigianato italiano è sinonimo di qualità. </p>



<p><strong>Uscire fuori dai confini nazionali è diventato fondamentale per molte imprese: quando pensa sia necessaria questa “internazionalizzazione” e quali sono le difficoltà di un’operazione simile?</strong></p>



<p>Dipende sempre dal settore in cui si opera. Ma l’importanza dell’internazionalizzazione del prodotto Made in Italy è fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’azienda stessa. Per quello che concerne l’arredamento italiano, ed in particolare la nostra azienda, la conferma sta nell’87% del nostro fatturato che deriva dall’estero: America, Cina, Emirati Arabi e resto del mondo. Se l’azienda non ha una mentalità internazionale, orientata all’esportazione del prodotto, rimarrà sempre vincolata alle poche possibilità che offre il nostro Paese nella richiesta del made in Italy. Si può diventare un’azienda leader solo con una visione internazionale.</p>



<p><strong>Il “Made in Italy” è ormai una sorta di certificato di qualità ambìto da ogni cliente, eppure molte aziende italiane nutrono poca fiducia nelle proprie capacità di internazionalizzazione. Come si supera questa sfiducia?</strong></p>



<p>Chi ha sfiducia verso l’estero non potrà mai pensare in grande. È vero, bisogna stare sempre attenti ai mercati che si scelgono ed ai prodotti che si propongono: se si offre un buon prodotto ma nel mercato sbagliato, il riscontro può non essere soddisfacente. Ci deve essere attenzione da parte dell’imprenditore, ma non sfiducia. Ampliare il proprio business all’estero implica un’intermediazione con il cliente più complessa e processi di esportazione dei prodotti più lunghi, il che implica per l’azienda un investimento, ma come tutti sappiamo, per incrementare il proprio business, bisogna investire.</p>



<p><strong>Home Italia è ormai un leader per quanto riguarda l’export del Made in Italy. Quali consigli darebbe a chi volesse cercare fortuna nei mercati esteri? </strong></p>



<p>Fare un’attenta analisi di mercato per capire in quali Paesi è più opportuno posizionarsi con il proprio prodotto è essenziale. Fondamentale anche avere un <em>export manager</em> in grado di seguire la crescita internazionale della propria azienda, indirizzandola correttamente su un adeguata distribuzione e posizionamento. Tutto questo deve essere accompagnato dalla lungimiranza dell’imprenditore, nel vedere le opportunità e i vantaggi di ogni singolo mercato, sfruttandone le potenzialità a suo favore. Quello che personalmente ha aiutato tanto la mia azienda sono stati gli investimenti nel marketing su cui ho puntato fin dall’inizio per incrementare la nostra <em>brand awareness</em>. L’unico collegamento diretto che abbiamo con i clienti è l’immagine che trasmettiamo della nostra impresa; una volta consolidata, sarà il cliente stesso ad avvicinarsi, così sviluppare nuovi business all’ estero diventerà immediato e proficuo.</p>



<p><strong>In termini di mindset imprenditoriale, cosa potremmo imparare dagli americani e cosa gli americani potrebbero imparare da noi?</strong></p>



<p>Sono quattro anni che lavoro quotidianamente con grandi imprese statunitensi e clienti privati, quello che ho notato immediatamente è il loro approccio propositivo. Quando ho aperto il mio ufficio a Fort Lauderdale, in Florida, la mia impresa era una start up rispetto ai general contractor del mercato, eppure, ogni volta che uscivo da un meeting con clienti e imprese locali, tornavo in ufficio con un nuovo lavoro commissionato. Il cliente americano non è spaventato dalle nuove imprese, al contrario è invogliato ad investire in idee innovative.</p>



<p>In Italia, è consuetudine, prima di collaborare con un’impresa, studiarne la storia ma non le potenzialità. Per crescere bisogna investire ragionando solo ed esclusivamente sul servizio che viene offerto e non sul consolidamento temporale di un’impresa. Mi è capitato spesso di sedermi ad un tavolo con altri imprenditori e, prima ancora di sapere quali servizi fornisse la mia impresa, mi veniva domandato da quanti anni ero presente nel mercato, come se questo significasse per loro una garanzia sul mio prodotto. In Italia bisognerebbe iniziare ad avere una mentalità più aperta alle novità e alle start up, bisogna concentrarsi sulle potenzialità e non sugli anni di storia che una realtà ha alle spalle. </p>



<p><strong>Quali progetti attendono Home Italia?</strong></p>



<p>Sicuramente continuare ad incrementare la nostra presenza nel mercato internazionale, seguendo il segmento del general contractor, comunemente tradotto in “servizio chiavi in mano” progettando e arredando ville, ristoranti, hotel, uffici, yacht e negozi, fornendo ai nostri clienti un unico interlocutore che gli permetta di avere un servizio completo e pronto all’uso. Nel 2023 ho in progetto di fare un grande cambiamento per la mia società, aiutandola ancora di più a crescere. Ma per ogni cambiamento importante ci vuole sempre del tempo.</p>
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		<title>Fra Boulevard of broken dreams e fabbrica dei sogni: come se la passa il sogno americano?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 13:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sogni americani si sono sempre spaccati in due: da un lato il cinema western coi suoi spazi immensi, le cattedrali di roccia del Colorado e quelle di legno sulle montagne della California. Dall’altro lato il cinema noir, l’horror, i romanzi splendidi e pessimisti di Raymond Chandler e Cormack McCarthy. Da un lato le vittorie &#8230;</p>
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<p>I sogni americani si sono sempre spaccati in due: da un lato il cinema western coi suoi spazi immensi, le cattedrali di roccia del Colorado e quelle di legno sulle montagne della California. Dall’altro lato il cinema noir, l’horror, i romanzi splendidi e pessimisti di Raymond Chandler e Cormack McCarthy. Da un lato le vittorie di un impero democratico, dall’altro il funesto 11 settembre 2001 e l’assalto al Campidoglio. Negli ultimi anni il virtuale di Hollywood è andato verso l’hi-tech della Silicon valley, e ora in Texas e Florida. Al contrario la grande industria è emigrata e si è ridimensionata: addio alle acciaierie immense, alla General Motors e la Ford di Detroit. Il western si è trasferito nelle pianure urbane di L.A. Chicago o New York, mentre i neri, i portoricani o gli italiani diventavano eredi involontari di Toro Seduto e Nuvola Rossa.&nbsp;Per non parlare delle donne americane, veneri bionde come Marylin Monroe, rivoluzionarie <em>over the rainbow </em>e <em>al di sopra</em> della politica come Rosa Parks e Amelia Earhart, donne di scienza, e i milioni di donne la cui vita eroica quanto invisibile ha partorito non solo figli, ma anche una società migliore in tutto il mondo. Molta acqua è passata sotto i ponti del Mississippi da allora. Com’è l’America oggi? È il “Boulevard of broken dreams” oppure la “fabbrica dei sogni” è sempre all’opera, solo che tutto è cambiato?</p>



<p>Chiediamo come sta cambiando l’America a Lorenzo Montanari, contributore di Forbes, vicepresidente (International Affairs) di <strong>Americans for Tax Reform</strong>, direttore esecutivo di Property Rights Alliance e dell’International Property Rights Index, animatore in tutto il mondo di <em>think tank</em> e iniziative pro mercato e pro concorrenza.</p>



<p><strong>Negli States esiste sempre l’ascensore sociale, la possibilità di trasformare le idee in azioni?</strong><br>L’American dream esiste sempre, perché al centro della cultura degli Usa c’è l’individuo e la sua libertà di agire, con un’amministrazione federale che mantiene intatto il principio della <strong>sussidiarietà</strong>, purtroppo dimenticato in Europa. È la cultura del New England ammirata da Alexis de Tocqueville a permettere agli Usa di rigenerarsi continuamente. Altrove vedo molte società bloccate. </p>



<p><strong>Cosa cambia nella politica?</strong><br>Il trumpismo sta finendo, dopo aver fatto perdere molti voti ai repubblicani, anche per colpa delle restrizioni di alcuni governatori sull’aborto, un tema che ha spostato il 56% degli indipendenti e indecisi verso il voto ai dem. Alle elezioni di Mid Term, Trump ha perso per la seconda volta di fila, ciò viene letto all’interno dei repubblicani come una specie di referendum per Ron DeSantis. Il governatore della Florida è il vero vincitore delle elezioni, un Reagan 4.0. che nel suo Stato è passato da una maggioranza risicata al 59,4% dei voti. </p>



<p>Oggi i repubblicani preferiscono DeSantis col 23% di margine. Il New York Post lo ha definito: “<strong>The Future</strong>”. Ci sono già molti democratici disposti a votare per DeSantis, il quale è forte anche in aree come la <em>dade county</em> di Miami, dove il 75% dei residenti sono <em>latinos</em>. Il trend politico degli afroamericani, latinos e asiatici indica che questi segmenti della popolazione statunitense si stanno spostando verso i repubblicani.</p>



<p><strong>Quali sono le mutazioni nell’economia e nel mondo dell’impresa? <br></strong>Biden continua la politica protezionista trumpiana che danneggia l’economia e che incrina i rapporti con Paesi come la Corea del Sud. Nell’Indice internazionale sulle barriere economiche, gli USA sono alla 51ma posizione, mentre l’Italia è al 33mo posto. I sondaggi oggi sono contro la ricandidatura di Joe Biden nel 2024: per Usa Today e Suffolk University il 67% è contrario, secondo il poll di Fox News il 64%.</p>



<p>In realtà è Trump ad aver copiato le policy democratiche e dei grandi sindacati per vincere tra i lavoratori della <em>rust belt</em>. L’America comunque resta a rischio di stagnazione e recessione: Biden tiene ancora il timone perché l’economia si basa ancora sulla <em>tax reform</em> di Trump che ha drogato l’economia, tra l’altro quando era in ripresa. </p>



<p><strong>Cosa dire invece del <em>woke</em> -o politicamente corretto- che cancella i cartoni animati Disney e butta giù le statue di Colombo, che cambia le parole senza cambiare le cose?</strong><br>Il radicalismo cresce perché la sinistra dei Dem ha lasciato i lavoratori nelle mani della narrativa trumpiana e ha seguìto la <em>cancel culture</em> verso il <strong><em>woke capitalism</em></strong>, che utilizza parole d’ordine ecologiche e di tolleranza per fare un marketing efficace quanto ipocrita.<br>Oggi il più feroce oppositore del <em>woke</em> e della <em>cancel culture</em> è proprio DeSantis, e quando la Walt Disney si schierò contro DeSantis, il governatore eliminò i privilegi fiscali concessi alla multinazionale mandando in crisi la stessa company che da tempo ha effettuato censure e tagli ai suoi stessi cartoni. Il <em>woke</em> è la nuova classe operaia utilizzata per “rivoluzionare” società e famiglie e uno degli spartiacque culturali tra sinistra e destra americane.</p>
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		<title>Riportare un tocco di internazionalità in Italia</title>
		<link>https://ilsognoamericano.net/2023/12/12/riportare-un-tocco-di-internazionalita-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 13:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovane talento del mondo della recitazione, Lorenzo Viganò è uno di quegli italiani che non ha perso il vizio nostrano dell’esplorazione. La sua formazione, iniziata tra Italia e Spagna, lo ha portato a trasferirsi definitivamente a New York, dove continua a perfezionarsi ogni giorno nel mestiere dell’attore. Lo abbiamo intervistato per capire meglio l’approccio a &#8230;</p>
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<p>Giovane talento del mondo della recitazione, Lorenzo Viganò è uno di quegli italiani che non ha perso il vizio nostrano dell’esplorazione. La sua formazione, iniziata tra Italia e Spagna, lo ha portato a trasferirsi definitivamente a New York, dove continua a perfezionarsi ogni giorno nel mestiere dell’attore. Lo abbiamo intervistato per capire meglio l’approccio a insegnamento e lavoro oltreoceano, indagare l’evoluzione del sogno americano tra i più giovani e comprendere come l’industria italiana dell’intrattenimento possa arricchirsi grazie a chi, come lui, ha allargato i propri orizzonti.</p>



<p><strong>È in uscita il tuo film sulla vita di Ferruccio Lamborghini, produzione dal respiro internazionale con tanta Italia ma anche tanti States. Per te che ti sei formato fra Europa e America, quali sono le differenze fra i due continenti nell’ambito della tua professione?</strong></p>



<p>Molte: sono stato sei mesi a Londra, tre a Chicago e nove a New York e proprio lì tornerò a febbraio per proseguire il mio percorso. Ho iniziato la mia formazione in Spagna a Barcellona e, arrivato nella Grande Mela, ho subito riscontrato come, a differenza dell’Europa, negli USA non è la qualità dell’insegnamento a fare la differenza, il Centro Sperimentale di Roma è un’eccellenza, ad esempio. L’America offre una varietà di persone che puoi incontrare non paragonabile a Spagna o Italia. Alla fine il lavoro dell’attore è osservare ciò che lo circonda e trarne il più possibile e, in una scuola come la Strasberg, incontri gente da tutto il mondo.</p>



<p><strong>Da italiano negli Stati Uniti, hai notato la sussistenza di certi stereotipi che intaccano la reputazione degli italoamericani?</strong></p>



<p>Mai in modo offensivo, anche se molto dipende da chi incontri. Di solito, però, quando si parla con persone che provengono da un altro Paese ci si scherza su, magari “scambiandosi” la presa in giro, ma sempre su un piano di rispetto reciproco. Anche perché fin troppo spesso gli americani, cercando di riprodurre lo stereotipo italiano, finiscono per fare un’imitazione un po’ scadente. Non sanno nemmeno come gesticolare bene, pensano che ci muoviamo come dei pupazzi! Alla fine ti fai due risate e basta.</p>



<p><strong>Per te invece che valore ha la reputazione? Quanto incide in una carriera come quella dell’attore?</strong></p>



<p>Io sono ancora all’inizio della mia carriera quindi è un concetto su cui sto ancora lavorando. Ad esempio, ho sempre approcciato alla mia professione pensando di non voler diventare famoso, che però è un po’ un paradosso, dato che la carriera attoriale è strettamente collegata alla fama. Diciamo che, per lavorare in questo campo, devi farti conoscere e quindi tanto vale presentarsi al meglio.</p>



<p><strong>In questo numero di Reputation Review abbiamo deciso di concentrarci sul famoso <em>American Dream</em>. Esiste ancora secondo te?</strong></p>



<p>Bella domanda! [ride ndr] Secondo me è un sogno. Penso sia vero che molti che decidono di partire per l’America magari riescono anche a raggiungere gli obbiettivi che si erano prefissati, ma questo perché, come sappiamo tutti, gli Stati Uniti sono un Paese ricchissimo di opportunità (molto più che in Italia e Spagna). Quindi, da un punto di vista lavorativo, ci battono dieci a zero. Però, per il resto, su qualità della vita, cultura, architettura, moda, cucina, siamo noi che li “annientiamo”. E parlo non solo dell’Italia ma dell’Europa in generale che può anche vantare un’unione che in America non è facile rintracciare. Il sogno in poche parole si riduce alle sole opportunità di lavoro che sono imparagonabili, ma per il resto il Vecchio Continente è imbattibile.</p>



<p><strong>E per quanto riguarda il cinema italiano, c’è qualche possibilità che un giovane attore come te si senta attratto dalle produzioni nostrane?</strong></p>



<p>Certo! Io non vorrei mai limitarmi nel mio lavoro, parlo perfettamente tre lingue fra cui l’italiano e quindi cerco di tenere tutte le porte aperte. In Italia mi piacerebbe cimentarmi, è un bellissimo cinema quello che viene realizzato, completamente diverso da quello americano, ma mantine comunque intatto il suo fascino. Abbiamo fatto anche noi la storia della settima arte, sarebbe un piacere prendere parte al mondo del cinema italiano. </p>



<p><strong>Quali sarebbero le competenze che riporteresti in Italia dai tuoi lavori all’estero con le quali arricchire l’industria cinematografica?</strong></p>



<p>Sicuramente, come dicevo prima, il fatto di essere praticamente madrelingua in tre lingue (italiano, spagnolo e inglese) è un valore aggiunto perché cambia anche il modo che hai di relazionarti con le altre persone e modifica anche il pensiero. Alla fine non parliamo di una sostanziale differenza di formazione: una scuola di recitazione, purché valida, è sempre una scuola che ti insegna il mestiere dell’attore. Il mio sarebbe un vantaggio semplicemente tecnico che però forse in Italia potrebbe dare un <em>quid</em> in più.</p>



<p><strong>Quindi quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></p>



<p>Per adesso ci prepariamo all’uscita del film in Italia che avverrà a gennaio del 2023, stiamo lavorando con la mia agenzia per valutare attentamente la prossima mossa. Insomma, nulla di ufficiale ma tanto lavoro.</p>
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		<title>Carlo Mantica: assicurarsi il mercato americano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[M4ster@SognoAmericano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 14:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di Successo]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[sognoamericano]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;sogno americano&#160;esiste ed è ancora realizzabile, ma come garantirsi un solido approdo nel vasto mercato degli Stati Uniti? Il segreto risiede nella sapiente&#160;gestione delle assicurazioni, un elemento cruciale, seppur spesso trascurato.&#160;Carlo Mantica, esperto financial advisor di numerosi brand italiani negli USA, ci svela i segreti direttamente dagli iconici uffici della&#160;Freedom Tower, la Torre della Libertà &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>sogno americano&nbsp;</strong>esiste ed è ancora realizzabile, ma come garantirsi un solido approdo nel vasto mercato degli Stati Uniti? Il segreto risiede nella sapiente<strong>&nbsp;gestione delle assicurazioni</strong>, un elemento cruciale, seppur spesso trascurato.<strong>&nbsp;Carlo Mantica</strong>, esperto financial advisor di numerosi brand italiani negli USA, ci svela i segreti direttamente dagli iconici uffici della<strong>&nbsp;Freedom Tower</strong>, la Torre della Libertà di New York.</p>



<p>“<em>Un datore di lavoro negli Stati Uniti, normalmente, offre dei benefici ai dipendenti che sono molto importanti e molto considerati dai dipendenti come un fattore determinante nella loro decisione di scelta di un luogo di lavoro.</em>“</p>



<p><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=E7YxvNSYqvw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guarda l’intervista completa</a> per ascoltare i preziosi consigli di Carlo Mantica ed esplorare le strategie migliori per affrontare il mercato americano.</strong></p>



<p>“<em>Questi sono i miei uffici alla Freedom Tower –&nbsp;<strong>One World Trade Center</strong>&nbsp;<strong>–&nbsp;</strong>la Torre che rimpiazza un po’ le Torri Gemelle. Spesso mi dicono che è l’ufficio italiano più bello di New York e sono ben contento di portare amici e clienti in questo spazio bellissimo, dove è un piacere vedere&nbsp;<strong>la bellezza di New York dall’alto</strong>. Spesso mi trovo a collaborare con colleghi di risorse umane o imprenditori di aziende italiane che vogliono venire negli Stati Uniti o che sono già qua e io aiuto imprenditori e dirigenti a capire quali sono le differenze, quali piani offrire e come selezionare i vari fornitori di&nbsp;<strong>assicurazioni o di società di investimento.</strong></em>“</p>



<p><strong>La domanda che mi sorge spontanea, Carlo, è: quali sono, allora, gli errori più comuni che commettono gli imprenditori o gli individui italiani manager?</strong><br><br>L’errore più classico è quello di non considerare l’importanza di questi benefici per i dipendenti; quindi, nel loro piano di espansione o di entrata nel mercato americano, di assunzione di una forza loro locale: di non tenere presente il costo economico di questi benefici, che possono significativamente impattare quello che può essere il costo del personale. Spesso viene sottovalutato capire quali sono i benefici che sono appetibili per i dipendenti, però senza offrire cose che sono, veramente, al di là di quello che sono le aspettative dei dipendenti. Spesso mi capita di trovare delle aziende italiane qua che offrono dei benefici per dipendenti molto alti, forse fin troppo rispetto a quello che è il mercato, così come mi trovo anche con chi dice: “oddio non ho previsto questi costi””; ecco, quindi”. Ecco, quindi, è difficile calibrare una giusta via di mezzo perché è quello che poi è la necessità del mercato.</p>



<p><strong>Una sorta di reputazione e di competitività sul mercato</strong>…</p>



<p>Assolutamente.</p>



<p><strong>Ma la cosa che spesso si ignora, di tutela anche personale, cioè un imprenditore che viene qui e non ha una giusta copertura rischia anche di trovarsi in grossi guai…</strong></p>



<p>Una nota società che fa barche e viene negli Stati Uniti non offre alcuni dei benefici che sono normalmente legati a un’offerta di lavoro normale e poi, purtroppo, siamo un paese molto litigioso da quel punto di vista, dove ci sono un sacco di avvocati che vivono di queste cose, di trovarsi una causa dove va andare a spendere molti soldi a livello di tutela dei diritti del lavoratore, molto più di quanto avrebbe fatto se ci fosse stata una pianificazione adeguata.</p>



<p><strong>C’è un altro fattore che è molto interessante: qui ci troviamo a Wall Street, che è la capitale degli investimenti mondiali. Carlo tu, alla fine, nel portafoglio dei clienti una delle cose che fai è anche aiutare le persone a gestire i propri risparmi. Come funziona questo mondo di Wall Street?</strong>&nbsp;<strong>Che opportunità reali offre?</strong></p>



<p>È un settore dove gli italiani tradizionalmente sono abituati a mettere i loro investimenti in portafogli molto conservatori: comprare case, mettere i soldi sotto il materasso… Ecco, ovviamente negli Stati Uniti, come ormai anche in Italia, ci sono tante opzioni di investimento; quindi, a seconda dell’orizzonte temporale di investimento del profilo di rischio personale di uno o quali altri investimenti ha nella sua vita è giusto che consideri tante opzioni. Quindi, affidarsi a dei professionisti dell’investimento è senz’altro una strada giusta a livello di pianificazione finanziaria personale. Io dico sempre, come costruire la propria casa. Uso la metafora di costruire la vita finanziaria di una persona, di una famiglia è come costruire una casa. Quindi partire dalle fondamenta, che vuol dire costruire costruire delle soluzioni di protezione in caso di eventi catastrofici, dove ci sono strumenti legali come i testamenti, come l’assicurazione vita, come l’assicurazione per la disabilità, l’assicurazione per la malattia; e poi, una volta create queste fondamenta forti, costruire un piano di accumulo. Negli Stati Uniti bisogna risparmiare almeno il 10% di quello che uno guadagna nella propria vita per arrivare, quando uno avrà 60 anni, ad avere accumulato almeno 20 volte il proprio stipendio.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://ilsognoamericano.net/2023/12/11/carlo-mantica-assicurarsi-mercato-americano/">Carlo Mantica: assicurarsi il mercato americano</a> proviene da <a href="https://ilsognoamericano.net">Il Sogno Americano</a>.</p>
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